Individua il nemico: La zona di confort

Data di pubblicazione:20 Giugno 2018
By Maria Grazia RINALDI
      Si parla tanto di Comfort Zone o Zona Di Confort, ma in realtà cosa è? La zona di confort tradotta in termini molto semplici, non è altro che l’nsieme dei comportamenti abituali. Riflettere sui nostri comportamenti abituali diventa essenziale se vogliamo diventare quello che avremmo sempre voluto essere. La chiave per la nostra crescita sta in primis nell’uscire da questa sfera, sfera rassicurante ed accogliente in alcuni momenti della nostra vita, penalizzante in altri. La zona di confort se non gestita, può diventare una grande palle al piede che ci impedisce di spiccare in volo, ostacolando il cambiamento e di  conseguenza la propria crescita personale. La paura prende il sopravvento, diventando per noi il nemico più grande da affrontare. Per paura di perdere contro questo grande nemico, la nostra stessa paura, preferiamo, non combattere o scappare. La paura a volte ci blocca. Abbiamo spesso paura del rifiuto, del confronto, di ricevere un no, di sentirci inadeguati o fuori luogo, abbiamo paura di non essere all’altezza delle situazioni, o di non possedere abbastanza capacità per affrontarle, abbiamo addirittura paura del successo. Spesso queste paure ci paralizzano, e nel farci bloccare da loro, dimentichiamo che quello che siamo o facciamo oggi, non è altro che la risultante dei nostri pensieri trasformati in azione. Per dirla più facilmente, le nostre azioni sono l’espressione dei nostri pensieri. Le azioni che mettiamo in campo, raccontano molto meglio di noi chi siamo e ci svelano per intero il nostro dialogo interiore. Non permettiamo che la paura sia la nostra guida, lasciamoci guidare invece da pensieri ed emozioni virtuose. Non permettiamo che la paura prenda il sopravvento sui nostri sogni e desideri. Impariamo a guardarla negli occhi la paura. Ogni mattina, quando ci svegliamo, chiediamoci : chi voglio diventare e cosa mi occorre per farlo! L’errore che molti commettono è quello che sperano di ottenere un risultato diverso facendo  sempre le stesse cose. Non funziona. Ci vuole coraggio per uscire dalla zona di comfort e fare ogni giorno un passo avanti nella strada verso il successo. Investiamo sui nostri sogni, qualunque essi siano. Non fatevi bloccare dall’incertezza o dalla paura, nel dubbio agite sempre! Vi racconto di seguito la storia di Rand Pausch, che non mai smesso di pensare al suo sogno d’infanzia! Randy Pausch è stato un professore di informatica all’Università di Carnegie Mellon in Pennsylvania. Nel settembre del 2006 Pausch apprese di essere malato di cancro al pancreas, una malattia terminale. Il 18 settembre 2007 tenne una conferenza pubblica intitolata “The Last Lecture: Really Achieving Your Childhood Dreams” che divenne uno dei video più visti su YouTube. Pausch tenne la sua “Last Lecture” in seguito ad una serie di lezioni in cui l’argomento era rispondere ad una precisa domanda “quale massima provereste a comunicare al mondo se sapeste di avere un’ultima possibilità di farlo?”. Nel famoso discorso, Pausch parlò dei sogni che aveva da bambino, dell’importanza di sognare e della possibilità di realizzare i propri desideri. «Non possiamo cambiare le carte che ci vengono servite, solo il modo in cui giochiamo la mano» con questa frase spiegò ai ragazzi l’importanza di non rinunciare mai a vivere, in un discorso pieno di umorismo e ottimismo. Mostrò una lista dei suoi sogni d’infanzia: giocare nella lega nazionale di football, scrivere una voce della World Book Enciclopedia, sperimentare l’assenza di gravità, essere il Capitano Kirk, essere uno di quei tipi che vincono i pupazzi giganti al Luna Park e diventare uno degli imagineer della Disney ,coloro che pianificano e realizzano le attrazioni dei parchi giochi. Sogni realizzati dopo rifiuti e con grande fatica!!! “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura realmente vogliamo quella cosa. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarli. Sono lì per fermare gli altri. Non lasciatevi fermare dai muri di mattoni e pensate sempre in che modo possono esservi di aiuto e come utilizzarli. Perché come dice un vecchio saggio:” Pietra su pietra si alza un muro, muro su muro si arriva al castello”.

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