QUANDO I NOSTRI PENSIERI SONO I NOSTRI NEMICI… COSA FARE?

Data di pubblicazione:20 Giugno 2019
By Maria Grazia RINALDI
A volte abbiamo tremendamente paura dei nostri stessi pensieri.
Pensiamo a quello che potrebbe accadere domani, agli eventi a cui potremmo andare incontro e spesso gli scenari che creiamo nella nostra mente non sono proprio i migliori.
Non a caso tante persone soffrono di disturbi di ansia.
Pensare al futuro, a volte crea forti stati di ansia perché sul futuro non abbiamo nessun controllo, è un tempo che non esiste se non  nella nostra mente.
Spesso questa impossibilità di controllo ci fa sentire impotenti.
Arriviamo in alcuni momenti, a sentire quella paura che attanaglia il cuore.
Più non vogliamo pensare, più pensiamo, e più quel che pensiamo diventa un chiodo fisso.
Vorremmo non pensare per non soffrire, e pur di non soffrire qualsiasi alternativa sembra andare bene, cerchiamo di trovare qualsiasi soluzione,  distrarci,  sostituire il pensiero con uno positivo, buttarci a capofitto nel lavoro.
A volte, il problema diventa proprio questa ricerca di fuga dai nostri pensieri, a tutti i costi, che ci porta a percorrere strade che altrimenti non percorreremmo mai.
È  come dire ad un amico che è stato appena lasciato: “dai non ci pensare, pensa ad altro. ”  Non saranno sicuramente le nostre parole a far si che lui smetta di pensare.
Il pensiero si affaccia, quando meno ce lo aspettiamo, e più cerchiamo di scacciarlo, più si ripresenta più forte di prima.
Quando i nostri pensieri sono spiacevoli, non cerchiamo di scacciarli, ma piuttosto chiediamoci cosa hanno di importante da trasmetterci, cosa ci vogliono dire, cosa ci vogliono insegnare.
Quale è l’ombra  che vogliono portare alla luce.
Spesso, i pensieri negativi e le tragedie che immaginiamo si possano verificare, non hanno nulla a che fare con la realtà.
Sono eventi che magari mai si verificheranno nella nostra vita.
Perché lottare allora contro qualcosa che ci appartiene e nasce da noi?
Come disse qualcuno: “lottare con il tuo pensiero persistente è come lottare nelle sabbie mobili.
Voglio che guardiate i vostri pensieri.
Immaginate che stiano venendo fuori.
Voglio che permettiate ai soldati di marciare di fronte, come un piccolo corteo.
Non discutete con essi e non mandateli via.
Basta vederli marciare”
Accettare i nostri pensieri è il punto di svolta, anche quelli più dolorosi, più li accogliamo, meno faranno male!

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